30 Marzo – Tutte le stelle del rock @ Carpinscienza

Presso il Cinema Corso alle 20:45

per il Festival Carpinscienza

Tutte le stelle del rock”

50 anni di astronomia raccontati attraverso una rivoluzione musicale

 – Conferenza di Ilaria Arosio –


RNS chitarra
È l’11 luglio 1969 quando esce il singolo di David Bowie Space Oddity; nove giorni più tardi gli americani metteranno per la prima volta il piede sulla Luna e la canzone di Bowie farà da sottofondo musicale alla diretta televisiva della BBC.

Qualche anno più tardi, l’8 giugno 2010, in un’afosa serata milanese trentacinque mila persone accalcate, urlano all’unisono le parole “supermassive black hole”. Non sono astrofisici, non sono scienziati; è il pubblico presente allo stadio G. Meazza di San Siro per il concerto dei Muse, rock band inglese. Cantano e rimandano a un concetto squisitamente scientifico e specialistico. Einstein l’avrebbe mai immaginato?

David Bowie e i Muse non sono i soli: dai Pink Floyd ai Genesis, passando per i Queen, Pearl Jam, Police e arrivando a Bruce Springsteen, Radiohead e Coldplay da 60 anni il rock‘n’roll attinge alla scienza e all’astronomia giocando con concetti, formalismi, suoni e parole.

Le canzoni e gli album pubblicati tra gli anni 1950 ed oggi rimangono infatti impregnati di quelle tematiche scientifiche che sono state in grado di influenzare il pensiero collettivo nel contesto dei cambiamenti culturali avvenuti nell’ultima metà del secolo scorso: la corsa allo spazio, l’esistenza dei buchi neri, l’espansione dell’universo, l’evoluzionismo di Darwin o la scoperta del bosone di Higgs.

La scienza ogni giorno ci restituisce immagini, idee e sensazioni che entrano nel bagaglio culturale collettivo; tutti le vivono, molti le colgono e qualcuno le restituisce a tempo di rock!

***

Evento aperto alla cittadinanza

Carpinscienza #confini

Cinema Corso, Carpi

 

L’astronomia è… di moda!

Immaginario scientifico e tecnologia da indossare

 – Conferenza di Ilaria Arosio –

***

La moda è un balletto, è lo spruzzo d’acqua nel parco, l’orchestra più sublime dell’eleganza intuitiva… (C. Dior)

am-locandina-a3-b

O un drappo di cielo stellato…Stilisti come Armani, Yves Saint Laurent, Vivienne Westwood, Dolce e Gabbana, Valentino non hanno resistito al fascino del cosmo e hanno fatto sfilare sulle passerelle di tutto il mondo pianeti, stelle, galassie, persino buchi neri e un pizzico di cosmologia; complice un rinnovato interesse per l’astronomia che dalla cinematografia alla letteratura, celebra la potenza visionaria di viaggi interplanetari, tunnel spazi-temporali e onde gravitazionali.

giacca-zodiaco-schiaparelli-2010851_0x420

Giacca della collezione “Zodiaco” – Elsa Schiaparelli

 

E non è una novità. La moda assorbe tutto l’interesse per lo spazio e l’astronomia già alla fine degli anni sessanta: PierreCardin, Andre Courrèges e Paco Rabanne inaugurano la “spaceage” della moda lasciandosi ispirare da tecnofibre e nuovi materiali sfruttati nella corsa allo spazio; e già Elsa Schiaparelli, 30 anni prima, sfida la rivale Coco Chanel a colpi di giacche astronomiche e stravaganze surrealiste, sfruttando cellophane, vetro e plexiglass per abiti e accessori.

Insomma, da sempre l’uomo ha fatto della necessità di coprirsi un’arte che ha assorbito le più grandi innovazioni culturali e tecnologiche, comunicando attraverso gli abiti nuove idee e nuovi orizzonti.

Come pensare che l’astronomia, la più visionaria delle scienze, ne sia rimasta fuori?

“La moda nasce da fatti poco importanti, da una tendenza o anche dalla politica, ma mai dal tentativo di creare piccole pieghe o balze o da ninnoli. Il mondo viene tirato da ogni parte come un vecchio pallone; bisogna intuire il corso della storia e anticiparlo.” (Elsa Schiaparelli)

***

Vedi gli appuntamenti in programma della conferenza

***

Across the universe – The Beatles

“Messaggio personale da parte di Filippo, Duca di Edimburgo :

Il 21 dicembre 1967 si è tenuto a Buckingam Palace un meeting del WWF […] Tra le tante persone del mondo dello spettacolo presenti, Spike Milligan  ha suggerito la realizzazione di un album per il quale artisti, compositori e case discografiche avrebbero rinunciato agli introiti. Questo album è il risultato di quella idea […] I ricavi delle vendite andranno a sostegno degli animali in pericolo di estinzione. […] Non posso fare altro che augure a questo progetto un grande successo”.

diapositiva1E’ quanto si legge sul retro dell’album No one’s gonna change our world, pubblicato nel 1969  e composto da vari artisti, sotto la guida di Spike Milligan, attore, scrittore e musicista irlandese; la canzone che apre l’album è Across the universe dei Beatles, fortemente voluta dallo stesso Milligan dopo essersi recato negli studi di registrazione dei Fab Four nel febbraio 1968.

In preda al fascino delle dottrine orientali, la canzone celebra l’interesse dei Beatles per la meditazione trascendentale con immagini che si susseguono incessantemente ma lasciano imperturbata la mente e il cuore di chi ripete no one’s gonna change my world; nel testo compare anche il mantra “Jai guru deva om” che significa “grazie, ti saluto maesto divino” a cui viene aggiunta la sillaba sacra “Om“.

I Beatles pensano ad una uscita della canzone mentre sono in viaggio per l’India, ma cedono all’invito di Milligan pubblicando il singolo Lady Madonna e lasciando Across di Universe come inedito e pronto per essere inserito in un progetto benefico.

Il rock’n’roll non è nuovo al coinvolgimento in ambito sociale: fin dagli esordi ha insegnato ai giovani a fare rete, ad imbracciare le chitarre come fossero armi per distruggere un vecchio sistema valoriale celebrando i valori di pace, amore, libertà, uguaglianza e rottura contro gli schemi pestabiliti. Nel 1962 Bob Dylan pubblica Blowin ‘in the wind: il rock si fa impegnato. E si impegna.

Si impegna ad attirare l’attenzione sui problemi ambientali, delle popolazioni in difficoltà (George Harrison per il Bangladesh nel 1971 e i Rolling Stones per le popolazioni colpite dal terremoto del Nicaragua 1973) , a raccogliere soldi per il sistema scolastico (San Francisco 1975), per l’Unicef (New York 1979) o Amnesty International (Londra 1976, 1979, 1981). Ma è ancora poco…

live_aid_wembleyIl 13 luglio 1985  il rock’n’roll dimostra tutta la sua potenza con l’evento benefico che registra il più grande coinvolgimento della popolazione a livello mondiale: il Live Aid, un concerto rock tenutosi al Wembley Stadium di Londra e al JFK di Filadelfia, i cui proventi sono destinati alle popolazioni vittime della carestia in Etiopia. Frutto della genialità di  Bob Geldof e di Midge Ure, il Live Aid, sfruttando l’enorme potenzialità del mezzo televisivo, è il primo evento planetario, simbolo dell’imminente fenomeno della globalizzazione.

Come superare un tale successo? Estendendo l’invito oltre il pianeta Terra.

Il 4 febbraio 2008 per festeggiare i 40 anni della canzone, i 45 anni del Deep Space Network e i 50 anni dalle NASA, Across The Universe viene trasmessa via radio nell’universo in direzione della Stella Polare e il feb four diventa l’Across the universe day

full111351_986d96066005cf0c3a83456c46dab95fOra, un rapido calcolo ( 2008 – 50= 1958) mostra che la NASA non era ancora nata quando, il 4 ottobre 1957, il satellite russo Sputnik 1 vola sopra le teste degli americani. In quegli anni gli Stati Uniti sono persi in diversi istituti tra esercito e marina che si occupano in maniera indipendente e un po’ confusa di razzi e missili. E’ l’Unione Sovietica a dare il via alla corsa allo spazio: lei c’è e sta dettando le regole del gioco. 0_0_579_462Preoccupato dai progressi russi in campo tecnico scientifico, il Congresso degli Stati Uniti chiede un intervento decisivo alle forze in gioco: il 29 luglio del 1958 il presidente Eisenhower firma l’atto con cui costituisce la National Aeronautics and Space Administration sulle ceneri della NACA di cui erediterà gli 8000 impiegati e il badget annuale di 100 milioni di dollari. La NASA assorbirà i maggiori laboratori dispersi sul suolo statunitense, unendo le forze in un unico progetto di conquista dello spazio che, iniziato a rilento, porterà tra gli anni ’60 e gli anni ’70 ben 12 uomini sulla Luna.

goldstoneFin da subito la NASA comprende la fondamentale importanza della comunicazione via radio e dà il via alla realizzazione di una rete di antenne – leggi radiotelescopi – di supporto per le missioni interplanetarie e di esplorazione del sistema solare. Nel 1963 viene istituito ufficialmente il Deep Space Network; il temine deep  – profondo – sta ad indicare che la rete, composta da tre antenne situate in California, Madrid e Canberra, è pensata per funzionare al meglio con le sonde inviate nello spazio profondo: ad una distanza minima di 30000 km dalla Terra una sonda è visibile sempre da almeno uno degli apparecchi di radiocomunicazione.mouser-space-article-figure-3

Partite alle 19:00 di sera del 4 febbraio (orario della costa Est degli Stati Uniti – 1:00 di mattino del 5 febbraio orario italiano) dall’antenna di 70 metri sita nei pressi di Madrid, le onde radio della canzone dei Beatles viaggeranno  – nemmeno a dirlo – across the universe e arriveranno alla stella polare tra circa 325 anni (stime precedenti  davano la stella più lontana a 431 anni luce), dopo aver compiuto un viaggio di circa 3 milioni di miliardi di chilometri.

210277main_dsn-20080204-browse

“Ben fatto! Mandate il mio amore agli alieni”  – così saluta l’impresa Paul McCartney. Yoko Ono è ancora più visionaria: “Credo sia l’inizio di una nuova era in cui comunicheremo con miliardi di pianeti across the universe“. Di sicuro, viste le distanze astronomiche, dovremo essere molto pazienti.

Chissà… Potrebbe essere che il primo contatto con gli alieni avvenga attraverso note musicali, come aveva già previsto Spielberg in “Incontri ravvicinati del terzo tipo”; abbiamo centinaia di anni  per prepare la risposta… Imbracciamo gli strumenti  e cantiamo…

ACROSS THE UNIVERSE – THE BEATLES

Words are flowing out like endless rain into a paper cup
They slither while they pass, they slip away across the universe
Pools of sorrow, waves of joy are drifting through my open mind
Possessing and caressing me

Jai Guru Deva Om

Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world

Images of broken light which dance before me like a million eyes
They call me on and on across the universe
Thoughts meander like a restless wind inside a letter box
They tumble blindly as they make their way across the universe

Jai Guru Deva Om

Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world

Sounds of laughter shades of life are ringing through my open ears
Inciting and inviting me
Limitless undying love which shines around me like a million suns
It calls me on and on across the universe

Jai Guru Deva Om

Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Jai Guru Deva Om
Jai Guru Deva Om

***

Le parole scivolano come pioggia senza fine in una tazza di carta
Scivolano mentre passano, scivolano attraverso l’universo
Pozzanghere di dolore, onde di gioia scorrono nella mia mente aperta
Si impossessano di me e mi accarezzano

Jai Guru Deva Om

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Immagini di luce spezzata mi danzano davanti come un milione di occhi
Mi chiamano ancora attraverso l’universo
pensieri si snodano come un vento irrequieto dentro una cassetta delle lettere
Inciampano ciecamente mentre seguono la loro strada attraverso l’universo

Jai Guru Deva Om

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Suoni di risate di vite sfumate risuonano attraverso le mie orecchie aperte
Mi incitano e mi invitano
Amore senza fine mi splende intorno a me come un milione di Soli
Mi chiama attraverso l’universo

Jai Guru Deva Om

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Jai Guru Deva Om
Jai Guru Deva Om

…E la luna bussò

A tutti coloro che volessero osservare la Superluna (una Luna semplicemente più vicina a noi di altre volte) suggerirei di prendere tra le mani un semplicissimo cannocchiale e dirigerlo verso la Luna: significherebbe fare nè più nè meno quello che Galileo fece 400 anni fa, scoprendo che la Luna è

ineguale, scabra, con molte cavità e sporgenze,

non diversamente dalla faccia della terra,

variata da catene di monti e profonde valli”

(Galileo Galilei, Sidereus Nuncius , 1610).

luna2_little1

Niente di cristallino, sempiterno o perfetto… Galileo scopri che la Luna era un sasso. E fu una rivoluzione…

Buona superluna!

in compagnia di Police, Pink Floyd ed Elvis Priesley

e perchè no… Anche di Loredana !

Mercy Mercy Me (The Ecology) – Marvin Gaye

E’ una primavera silenziosa quella del 1962; non si sentono uccelli cinguettare. E Rachel Carson lo scrive: dopo quattro anni passati a raccogliere dati e informazioni la biologa denuncia l’uso indiscriminato di DDT e altri pesticidi e le sue conseguenze sull’ambiente e sull’uomo.

SilentSpring

Nonostante l’opposizione delle industrie e delle lobby della chimica il libro di Rachel Carson Primavera silenziosa viene  pubblicato il 27 settembre del 1962 e viene selezionato come Book Of The Month Club del mese di Ottobre negli Stati Uniti. Con le sue 150.000 copie vendute alla prima edizione ” Primavera Silenziosa altera il bilancio delle forze nel mondo: nessuno sarebbe più stato in grado di far passare l’inquinamento come il necessario rovescio delle medaglia del progresso in maniera semplice e acritica”. (Patricia Hynes).

485px-Environmental_Protection_Agency_logo.svgLe conseguenze non tardano molto ad arrivare : nel 1967 viene istituito il Environmental Defense Fund, che lotta per stabilire il diritto del cittadino ad un ambiente pulito e ostacolare l’uso del DDT; nel 1970 nasce l’Agenzia di Protezione dell’Ambiente all’interno dell’ amministrazione Nixon  e nel 1972 il DDT è bandito dall’uso in agricoltura.

chipko movementIn tutto il mondo le coscienze si risvegliano; nel 1971 nasce Greenpeace;  un anno dopo vedrà la luce in Australia, più precisamente in Tasmania, il primo partito a favore dell’ambiente, l’United Tasmania Group ,  mentre in Europa il primo partito verde nascerà in Gran Bretagna nel 1973 ( chiamato dapprima PEOPLE poi Ecology Party e infine Green Party). Nel 1972 esce il Rapporto sui limiti dello sviluppo a cura del Club Roma e getta uno sguardo pessimista sulla continua crescita della popolazione mondiale e le limitate risorse della Terra.

In India, sulla scia dell’attivismo pacifista di Gandhi, il Chipko Movement resiste alla deforestazione abbracciando gli alberi e adottando lo slogan “ecology is the permanent economy”.

Insomma, all’inizio degli anni ’70 i movimenti ambientalisti guadagnano rapidamente successo e il rispetto del pianeta Terra e della biodiversità diventa uno dei temi centrali della controcultura insieme all’opposizione alla  guerra in Vietnam e alla produzione di energia nucelare.

E nel 1970 è Marvin Gaye a minacciare  di chiudersi nel silenzio.

Marvin_Gaye_in_1973Sono anni difficili per lui, costellati da una crescente dipendenza dalla cocaina, dalla malattia e morte dalla collega Tammi Terrell,  la crisi del suo matrimonio con Anna Gordy –  da cui divorzierà qualche anno dopo – e dal ritorno del fratello dalla guerra in Vietnam con  il fardello di ricordi difficili da affrontare e superare.

Marvin Gaye, punta di diamante della commerciale etichetta Motown, rassicurante e pulita espressione della black music più amata dai  bianchi, è insensibile al proprio successo:

“Il mio successo non mi sembrava reale; sapevo di poter fare di più; mi sentivo come una bambola: ero la bambola di Berry, la bambola di Anna… avevo una testa e non la stavo usando”

E di nuovo “con il mondo che esplodeva attorno a me come potevo continuare a cantare canzoni d’amore?”

L’occasione gli viene offerta da una canzone che Al Cleveland scrive ma in cui nessuno crede; una canzone  che nasce dal racconto di Renaldo “Obie” Benson riguardo agli scontri tra la polizia e gli attivisti anti guerra del Vietnam al People’s Park di Berkley, una canzone che porta con sè  una sola domanda: Cosa Diavolo sta succedendo? What’s Goin on?

Marvin Gaye la fa sua, cambia un po’ la melodia e il testo  e la fa ascoltare al suo produttore Berry Gordy . “Non se ne parla, è la peggiore cosa che abbia mai sentito  sentenzia  Gordy; e Marvin Gaye minaccia di chiudersi nel silenzio.

marvin-gaye-father-escalate-war-answer-love-conquer-hateCon qualche peripezia la canzone “What’s going on” esce all’insaputa del produttore il 17 gennaio 1971 e con frasi come la celebre “War is not di answer  si piazza alla numero 1 del Hot Soul Singles Chart.

Gordy cede e chiede a Marvin di pubblicare un intero album attorno a quel singolo. Tra l’1 e il 10 marzo 1971, Marvin Gaye registra nove brani che avranno una forte carica sociale: dalla guerra in Vietnam all’ecologia passando per l’attenzione per i bambini e la difficoltà della vita nei ghetti e la povertà.

MarvinGayeWhat'sGoingOnalbumcoverIl concept album What ‘s Goin on  esce il 21 maggio 1971 e vende entro la fine del 1972 più di due milioni di copie; il Rolling Stone lo nomina “album dell’anno” e, nel 2003, sempre la rivista Rolling Stone lo piazza è al numero 6 delle lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Il secondo singolo estratto dall’album è Mercy Mercy Me – (The Ecology) un singolo di denuncia nei confronti dello sfruttamento dell’ambiente  ad opera dell’uomo. Pare che prima dell’uscita qualcuno abbia dovuto spiegare a Berry Gordy il significato della parola Ecologia… Marvin Gaye l’ha insegnato a lui e a quanche altro milione di persone.

Oh, mercy mercy me
Oh, things ain’t what they used to be
No, no

Where did all the blue sky go?
Poison is the wind that blows
From the north, east, south, and sea

Oh, mercy mercy me
Oh, things ain’t what they used to be
No, no

Oil wasted on the oceans
and upon our seas
Fish full of mercury

Oh, mercy mercy me
Oh, things ain’t what they used to be
No, no

Radiation in the ground and in the sky
Animals and birds who
live nearby are dying

Oh, mercy mercy me
Oh, things ain’t what they used to be
What about this overcrowded land?

How much more abuse from
man can you stand?
My sweet Lord
My sweet Lord
My sweet Lord

OH PIETÀ, PIETÀ PER ME

Oh pietà, pietà per me
Oh, le cose non vanno più come un tempo
No, no

Dove sono finiti tutti (quei) cieli blu?
Veleno nel vento che viene
da Nord, da Est, da Sud e dal mare

Oh pietà, pietà per me
Oh, le cose non vanno più come un tempo
No, no

Il petrolio ha devastato gli oceani
e sopra i nostri mari
il pesce è pieno di mercurio

Oh pietà, pietà per me
Oh, le cose non vanno più come un tempo
No, no

Radiazioni nel terreno e nel cielo
animali ed uccelli che
vivono nelle vicinanze stanno morendo

Oh pietà, pietà per me
Oh, le cose non vanno più come un tempo
No, no

Quante altre offese
dall’uomo puoi (ancora) sopportare?
Mio Signore
Mio Signore
Mio Signore

A cosa servono le stelle?

“A cosa servono le stelle?”

L’astronomia tra ricerca scientifica e bellezza.

 – Conferenza di Ilaria Arosio –

 

E’ un banale e freddo pomeriggio invernale e un uomo, cogliendo l’occasione di avere un’astronoma davanti a sé,  decide di fare la meno banale delle domande:

“Mi scusi, hs-2004-10-a-webma a cosa servono le stelle?”

L’astronoma, stupita, riesce solo a rispondere:

“A tutto e a niente”.

Poi aggiunge: “Ci vorrebbe un’intera conferenza per rispondere a questa domanda”.

Perché questa domanda ne racchiude molte altre: a cosa servono le onde gravitazionali? Perché mandiamo una sonda nello spazio? O, più banalmente, perché ci emozioniamo davanti a un cielo stellato?

Le stelle ci hanno aiutato ad orientarci nel tempo e nello spazio, a gestire la semina e la raccolta, a navigare, a costruire case, ponti e ci hanno detto di cosa siamo fatti. Poi sul più bello, quando pensavamo di controllare la realtà, ci hanno insegnato che non avevamo capito nulla, che dovevamo ancora aprire le porte alla meccanica quantistica e alla relatività generale di Einstein.

sts61inspace_fullI nostri sforzi di comprensione della realtà ci hanno dato gli strumenti della nostra quotidianità: fotocamere negli smartphone, body scanner, pannelli solari, tomografia computerizzata, airbag… Tuttavia non è per questo che ci emozioniamo davanti ad un cielo stellato: sono la bellezza e il piacere della scoperta  a farci alzare lo sguardo.

Insieme faremo un viaggio tra la ricerca scientifica, le sfide tecnologiche e la bellezza dell’astronomia e scopriremo che da migliaia di anni stiamo semplicemente obbedendo a un istinto primordiale: soddisfare la nostra innata curiosità.

Le stelle ci permettono ogni giorno di divertirci, di sfidarci, di giocare; ma giocando, si sa, si corre il rischio di imparare

***

Vedi gli appuntamenti in programma della conferenza

***

Ziggy played guitar

Io credo… Credo che alcuni nascano con un dono da fare all’umanità e li ringrazio commossa per non essersi risparmiati, per essersi donati fino alla fine e aver avuto il coraggio di illuminare la vita di milioni di persone. Grazie David.

Ziggy played guitar…

Space oddity

Life on mars